
Bún Riêu
Il bún riêu nacque come piatto umile del delta del Fiume Rosso, costruito attorno ai piccoli granchi d'acqua dolce che i contadini raccoglievano dalle risaie allagate. La loro carne e le uova venivano pestate in una pasta che, scaldata delicatamente nel brodo, si sfalda in morbidi grumi invece di restare liscia, dando alla zuppa una consistenza diversa da qualsiasi altro piatto di noodle vietnamita. A differenza dei brodi a base di manzo o maiale che dominano le zuppe di noodle del paese, il bún riêu si basa su granchio e pomodoro, producendo un brodo più leggero, più acidulo, più vicino all'agrodolce che a un sapore intensamente sapido. Mentre il piatto si diffondeva verso sud, i cuochi aggiunsero il proprio tocco: tofu fritto, sangue di maiale rappreso e un cucchiaio di pasta di gamberi fermentata divennero aggiunte comuni al sud, mentre le versioni settentrionali restano più vicine alla ricetta originale, più essenziale. Poiché i grumi di granchio si gustano al meglio freschi, i venditori di strada preparano ancora oggi un nuovo brodo ogni mattina, e il bún riêu resta una delle poche zuppe di noodle vietnamite il cui colore e la cui profondità derivano dal pomodoro e dal granchio, non da ore di ossa bollite.
La cagliata di granchio, non le ossa, costruisce il brodo
La pasta di granchio viene scaldata delicatamente finché le sue proteine non si rapprendono in morbidi grumi che galleggiano in superficie, dando corpo al brodo senza ore di ossa bollite.
Il pomodoro per dolcezza e colore
I pomodori maturi si disfano nell'olio caldo di annatto, tingendo il brodo di un arancio-rosso caldo e aggiungendo una dolcezza naturale che bilancia il granchio.
La cagliata si serve col mestolo, mai mescolata
Una volta aggiunto il composto di granchio, la pentola resta ferma affinché la cagliata rimanga in pezzi morbidi.
Verdure crude aggiunte in tavola
Il fiore di banano sfilacciato, la perilla e i germogli di soia si aggiungono solo dopo aver servito, mantenendo la loro croccantezza contro il brodo caldo.
Ingredienti 4 porzioni
- 300g di pasta di granchio di risaia fresca (o polpa di granchio in scatola mescolata con pasta di uova di granchio)
- 400g di vermicelli di riso sottili secchi (bún)
- 4 pomodori maturi, tagliati a spicchi
- 150g di carne di maiale macinata
- 2 scalogni, tritati finemente
- 2 cucchiai di olio di annatto
- 2 cucchiaini di pasta di gamberi fermentata (mắm tôm)
- 200g di tofu morbido, a cubetti e fritto fino a doratura
- Germogli di soia, fiore di banano sfilacciato, foglie di perilla e spicchi di lime, per servire
Come preparare
- 1Sbatti un uovo con la pasta di granchio e un pizzico di sale, quindi metti da parte il composto.
- 2Scalda l'olio di annatto in una pentola capiente e fai soffriggere gli scalogni finché sono profumati.
- 3Aggiungi gli spicchi di pomodoro e cuoci finché si ammorbidiscono e rilasciano il succo.
- 4Versa l'acqua, porta a leggero bollore e condisci con salsa di pesce, pasta di gamberi fermentata e un po' di zucchero.
- 5Versa delicatamente il composto di granchio nella pentola senza mescolare, lasciando che si rapprenda in morbidi grumi durante la cottura.
- 6Aggiungi il tofu fritto e lascia sobbollire il brodo per qualche altro minuto.
- 7Sbianca i vermicelli di riso, dividili nelle ciotole, versa sopra il brodo e il condimento, e termina con germogli di soia, erbe e lime.
Informazioni nutrizionali
per porzione (~350 g)
Valori nutrizionali stimati.
Si abbina perfettamente con








